The Negativity of a Digital Community

Throughout the centuries humanity has been immersed in a technological development, which sees its peak with the birth of social media. Despite being positively accepted by the general audience, many argue the negative aspects and risks of social networks. Personally, I would like to criticise the main negative characteristics by mentioning the views on our society of philosophers and poets from different historical backgrounds and then to give my personal opinion.

Firstly, we should consider the consequences of a digital life on human minds. In fact, like Aristotle said men are social animals who need to live in direct contact to each other. Nevertheless, our present social lives lead human beings to isolate from the outside world and grow a narcissistic attitude. Indeed, the seek of pleasure has become the center of people’s mindsets. However, like Schopenhauer and Leopardi teach us, pleasure does not last forever. In particular, according to Schopenhauer our lives should be compared to pendulums which swing between pleasure and boredom thus highlighting how pleasure only happens after a momentary stop of pain. Moreover, Leopardi stresses how human beings’ need of pleasure is infinite and never satisfying. This continuous narcissistic search of pleasure to elevate one’s ego led Thomas Hobbes in believing in an innate cruelty in human beings’ nature, thus hardening the possibility of creating a State. Indeed, Hobbes stated how men act as wolves against other men (“homo homini lupus”) and the only way to create a State is that of submitting to a sovereign.

Secondly, considering this last argument we should focus our attentions not only on the effects of socials on the interiority of humans but also on humans’ political and social participation. Indeed, humans’ isolation and narcissism lead to anguish and lost of hope in communities. On the other hand, philosophers like Karl Marx and Plato theorised the importance for humans to live in communities. In their ideals prevails the existence of a society where all beings feel no less different to one another. Everything should be shared and, in particular according to Marx, there should be no economical inequities. However, our modern society is guaranteeing individualism and strict boundaries between social classes. As a consequence, the sense of nation and unity which characterised the Romantic period seem to dissolve. On the one hand, philosophers like Kierkegaard see faith and God as the only anchor of salvation from anguish. In contrast, the Italian poet Giacomo Leopardi criticises religion and idealistic movements that distract humans from their common conflict against Nature. As a matter of fact, in his poem “La Ginestra” he stresses the importance of men to unite and form a “social-chain” (“social-catena”) where their strength is united against a common enemy. In this case we see the hope of Leopardi, also common in Marx and Plato, for the formation of a compact society.

In my opinion, social media have a negative impact on both our relationships towards each other and our political-social duties. Like Hobbes I also believe that humans have a cruel nature and aim for personal success. Socials are, in fact, a clear testimony of this and they push humans to an egoistic attitude uncaring of their social reality. Nowadays, many wars are happening around the world and I firmly believe socials are minimalizing the truth behind millions of adults and children suffering pain, hunger and dyeing because born in the wrong place and at the wrong time. I would also like to stress how many politicians and influencers start charity programs only to obtain fame and the public’s appreciation. The mistake I consider committed by such people is forgetting to value the difficult reality of their own countries. For this reason, I would like to mention the operation conducted by the Sicilian writers of the Verism and especially Giovanni Verga. Verga clearly stated the importance of looking at the other side of the spyglass to better comprehend the difficult conditions of poor communities.

Therefore, in conclusion, this is my suggestion to modern politicians and our modern society: to leave self-pleasure and egoism behind and move forward united to give more to the abandoned communities and hope to those who lack it.


La negatività di una comunità digitale

Nel corso dei secoli l’umanità è stata immersa in uno sviluppo tecnologico che ha conosciuto il suo picco con la nascita dei social media. Nonostante siano stati accettati positivamente dal grande pubblico, molti discutono sugli aspetti negativi e sui rischi dei social network. Personalmente preferirei criticare le principali caratteristiche negative facendo riferimento alle visioni della nostra società da parte di filosofi e poeti che provengono da contesti storici diversi, per poi esprimere la mia opinione personale.

Innanzitutto, dovremmo considerare le conseguenze di una vita digitale sulla mente umana. Infatti, come afferma Aristotele, gli uomini sono animali sociali che hanno bisogno di vivere in diretto contatto tra loro. Tuttavia, la nostra vita sociale attuale porta gli esseri umani a isolarsi dal mondo esterno e a sviluppare un atteggiamento narcisistico. In realtà la ricerca del piacere è diventata il centro della mentalità delle persone. Eppure, come Schopenhauer e Leopardi ci insegnano, il piacere non dura per sempre. In particolare secondo Schopenhauer le nostre vite dovrebbero essere paragonate a dei pendoli che oscillano tra il piacere e la noia evidenziando così come il piacere sia possibile soltanto dopo una momentanea interruzione del dolore. Inoltre Leopardi sottolinea come il bisogno del piacere degli esseri umani sia infinito e mai soddisfacente. Questa continua ricerca narcisistica di un piacere personale che possa elevare il proprio ego ha spinto Thomas Hobbes a sostenere la presenza di un’innata crudeltà nella natura degli esseri viventi che ostacola la possibilità di creare uno Stato. In effetti Hobbes afferma che gli uomini assumono un atteggiamento da lupi nei confronti degli altri uomini (“homo homini lupus”) e che l’unico modo per creare uno Stato è sottomettersi ad un sovrano.

Successivamente considerando quest’ultima affermazione dovremmo concentrarci non solo sugli effetti dei social nell’interiorità degli umani ma anche sulla loro partecipazione politica e sociale. Di fatto il narcisismo e l’isolamento umano portano allo sviluppo di angoscia e perdita di speranza nelle comunità. D’altra parte filosofi come Karl Marx e Platone hanno teorizzato l’importanza per gli esseri umani di vivere in comunità.  Secondo i loro ideali prevale l’esistenza di una società dove tutti gli esseri umani possano non sentirsi diversi l’uno dall’altro. Tutto dovrebbe essere condiviso e in particolare secondo Marx non ci dovrebbero essere inequità economiche. Ciò nonostante la nostra società moderna garantisce l’individualismo e confini rigidi tra le classi sociali. Di conseguenza il senso di nazione ed unità, che hanno caratterizzato il Romanticismo, sembrano dissolversi. Da un lato filosofi come Kierkegaard vedono la fede e Dio come unica ancora di salvezza dall’angoscia. Di contro il poeta italiano Giacomo Leopardi critica la religione e i movimenti idealistici perché distraggono gli umani dal loro comune conflitto contro la Natura. A dire il vero nel suo poema “La Ginestra” evidenzia l’importanza per gli uomini di coalizzarsi e formare una social-catena unendo le loro forze contro un nemico comune. In questo caso notiamo in Leopardi la speranza, comune anche a Marx e Platone, nella formazione di una società compatta.

Secondo la mia opinione i social media hanno un impatto negativo sia sulle nostre relazioni reciproche che sui nostri doveri politico-sociale. Come Hobbes, credo che gli esseri umani abbiano una natura crudele e mirino al successo personale. I social sono infatti una chiara testimonianza di ciò e spronano gli umani ad assumere un atteggiamento egoistico e disinteressato della loro realtà sociale. Tutt’oggi sono combattute molte guerre in tutto il mondo e credo fermamente che i social minimizzano la verità dietro i milioni di adulti e bambini che soffrono per il dolore, la fame e muoiono perché nati nel luogo sbagliato nel momento sbagliato. Vorrei anche precisare come molti politici e influencer avviano programmi di beneficenza solo per ottenere fama e apprezzamento del pubblico. L’errore che ritengo essere commesso da queste persone è l’essersi dimenticati di dare altrettanta importanza alla difficile realtà dei loro stessi paesi. Per questo motivo vorrei menzionare l’operazione condotta dagli scrittori siciliani del Verismo ed in particolare da Giovanni Verga. Verga afferma chiaramente l’importanza di guardare dall’altro lato del cannocchiale per comprendere al meglio le difficili condizioni delle comunità povere.

Dunque per concludere questo è il mio consiglio ai politici e alla nostra società moderna: abbandonare i piaceri personali, gli egoismi e avanzare coalizzati per dare voce alle comunità abbandonate e speranza a chi ne è privo.

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