di Mattia Dell’Olio di 2A Indirizzo Liceo Scientifico
Nell’ambito della collaborazione mattutina del Liceo “Da Vinci” di Bisceglie con la trasmissione Caffellatte di Telesveva, in diretta la mattina alle 7.45 sul sito e sulla pagina Facebook (clicca qui), vi presento la parola Abiura.
La parola “abiura” deriva dal latino ab-iurare. Ab-iuro, infatti, significa “non giuro”, rinuncio, laddove il verbo iurare è preceduto dalla a (alfa) privativa.
Nella definizione del Devoto-Oli 2024 il termine ABIURA è “la rinuncia libera e perpetua, vincolata da giuramento, a una fede o dottrina, oppure una ritrattazione solenne”. Come leggiamo nell’enciclopedia Treccani, “in linea di principio, soltanto una religione rivelata può sentirsi in diritto d’imporre, insieme con la propria fede, l’abiura di qualsiasi altra, come nel caso dei cristiani di Bitinia, i quali sotto Traiano non solo dovettero adorare le immagini degli imperatori e degli dei, ma erano costretti anche alla pratica
del Christo Maledixerunt, cioè maledissero Cristo”.
L’abiura è dunque un istituto propriamente giuridico, nato dalla disciplina penitenziaria, che veniva applicata nei casi in cui si doveva riammettere nel seno della religione quelli che erano caduti nell’eresia o nello scisma.
Tra i più noti atti d’abiura dobbiamo ricordare quello sottoscritto il 22 giugno 1633 da Galileo Galilei dinanzi alla Santa Inquisizione, quando fu costretto a ritrattare tutti i suoi studi precedenti riguardo l’eliocentrismo. L’inquisizione ottenne molti atti d’abiura, come nel 1547 da Francesco Spiera, avvocato del padovano che aveva osato tradurre liberamente il Pater Noster e che dopo la seconda abiura vide la sua salute cagionarsi repentinamente sino a morire poco dopo; diffusa dai racconti del vescovo Vergerio, la vicenda fu propagata come misterioso e deterrente monito.
Il significato dell’atto però non è solamente religioso: nel 1581 le Province dei Paesi Bassi sottoscrissero un atto d’abiura col quale cessarono di riconoscere la sovranità di Filippo II, dando vita alla Repubblica delle Sette Province Unite.
Poi, durante la seconda guerra mondiale, fu data l’opportunità ai Testimoni di Geova nei lager nazisti di essere liberati dopo aver rinnegato con un atto di abiura le loro credenze a patto di divenire soldati della Wehrmacht, l’esercito tedesco. Tuttavia, pochissimi cedettero a questo ricatto.
Possiamo dunque dire che abiura è una parola ricca di memoria, di vicende nascoste e di eventi che, nel loro piccolo, hanno trasformato il corso del mondo fino a renderlo come lo conosciamo oggi.
Non sappiamo se in futuro ci ritroveremo a parlare di questo termine con nuovi aneddoti o significati, proprio perché la lingua come la storia è in continua evoluzione.
