Mercurio, performance teatrale di Luna Cenere con il sassofonista Antonio Raia

di Federica Falco classe 2 AC indirizzo Coreutico

Non tutte le parole sono uguali. Alcune portano con sé un’immagine, una suggestione, una musica speciale; per esempio, dici Mercurio e pensi a un dio alato che vola tra cielo e Terra, messaggero divino o a un elemento chimico che sfugge alle leggi della forma, che riflette e si disperde o a uno spettacolo che…

Già, Mercurio è il titolo della performance teatrale che vede protagonisti la danzatrice napoletana Luna Cenere e il sassofonista Antonio Raia: un dialogo tra opposti, nel quale il corpo perde consistenza e la musica diventa materia. Mercurio vive nella tensione tra corpi e suoni, tra presenza e sparizione, tra impulso e sospensione; come il dio, la sua natura è mutevole e sfuggente; come il metallo, si muove senza mai cristallizzarsi. È uno spettacolo che vive in bilico tra realtà e astrazione: non risolve, non stabilizza, ma abita il contrasto.

Gli aspetti che più colpiscono durante l’osservazione della performance sono il coraggio e l’audacia della danzatrice Luna Cenere nel mostrarsi completamente a corpo nudo; si percepisce e si apprezza questa scelta non come gesto provocatorio, ma come progetto artistico forte, coerente, che restituisce al corpo tutta la sua natura autentica e la sua bellezza.

Il pubblico si confronta con il corpo nudo non come oggetto da osservare, ma come presenza da percepire: la nudità non provoca distacco, ma un coinvolgimento che quasi rende gli astanti parte della scena.

Attraverso movimenti lenti, essenziali e profondi, la danzatrice riesce a scolpire nello spazio forme sorprendenti, quasi astratte, in cui è il corpo a parlare; figure che emergono dal buio e poi subito si dissolvono in una continua metamorfosi.

Al giorno d’oggi, molti ballerini tendono a danzare per stupire, per impressionare, e trascurano inconsapevolmente l’atto comunicativo: sembra essere diventata una sfida a chi salta più in alto, a chi gira più veloce, a chi esegue più acrobazie e virtuosismi.

Mercurio ci riporta all’essenza della danza come ascolto, respiro, presenza e ci dimostra che un semplice gesto, una mano tesa, uno sguardo, sono sufficienti a educare la propria anima per raccontare storie.

È una danza che non urla, ma sussurra; che non impressiona, ma tocca profondamente le corde dell’animo e, soprattutto, ci ricorda che si danza non per apparire, ma per essere.

Una danza che, pur essendo silenziosa e minimale, parla con una forza rara attraverso un linguaggio fatto di respiri, sospensioni e silenzi.

La musica del maestro Raia, inoltre, è molto evocativa, cruda e dissonante, e coinvolge l’ascoltatore anche con pause che danno voce al silenzio tra i movimenti della danzatrice; il suono primordiale del canto dei due artisti rimanda a vecchi riti mitologici, creando un’atmosfera mistica e incantevole.

Mercurio non è solo uno spettacolo: è un viaggio riflessivo, un invito a guardare più a fondo, perché ogni singolo movimento nasconde una bellezza diversa; un invito a guardare il corpo umano, e quindi noi stessi, con uno sguardo nuovo, più autentico, più profondo.

Lo spettatore, così, torna a casa con la consapevolezza di aver visto qualcosa di unico, perché le rappresentazioni, come le parole e, verrebbe da scrivere, come la vita, non sono tutte uguali.

https://vimeo.com/977706968?share=copy  trailer “Mercurio”

https://www.pugliaculture.it/rassegna/festival-azioni-in-danza-2025-xii-edizione/ (Festival Azioni in Danza)

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