Il paesaggio del post-impressionista Paul Cézanne 

di Claudia Pesce di 5AC indirizzo Liceo Coreutico

È un quadro realizzato dall’artista Paul Cézanne tra il 1885 e il 1887. È di piccole dimensioni (73 cm × 92 cm) e attualmente è conservato presso il museo Barnes Foundation a Filadelfia. È un dipinto olio su tela che rappresenta Sainte-Victoire in Provenza, visto dalla collina di Bellevue. 

Non nasce da una committenza pubblica, religiosa o privata, ma ha una funzione puramente conoscitiva che è legata alla ricerca personale dell’artista sulle possibilità del linguaggio pittorico. Non è ispirato a testi o a miti, ma puramente all’osservazione diretta della natura, infatti raffigura una montagna, la quale non è solo un elemento naturale, ma rappresenta la ricerca dell’essenza e delle leggi geometriche nascoste dietro l’apparenza caotica del mondo visibile.

Lo stesso soggetto è stato riprodotto dal francese in altre varianti, evolvendo verso una scomposizione sempre più geometrica.

La corrente artistica in cui è inserito il dipinto è il Post-impressionismo, che supera l’impressionismo rifiutando la semplice riproduzione visiva della natura e la tendenza di catturare l’attimo fuggente e la luce cangiante. La linea è quasi inesistente come contorno netto e le forme sono definite dal colore, che è steso con piccole pennellate a tasselli. Inoltre, la luce non è legata ad un momento preciso della giornata, ma è chiara e diffusa.

Gli oggetti sono ridotti a volumi geometrici, per esempio, le case hanno una forma prismatica e cubica. La sua struttura è orizzontale e parallela: in basso è inserita la vegetazione, al centro la pianura, e in alto la montagna e il cielo.

Cézanne abbandona la prospettiva geometrica tradizionale del Rinascimento, e crea una profondità spaziale caratterizzata da passaggi cromatici (dai toni caldi ai toni freddi). Egli voleva varcare la superficie visiva per tradurre sulla tela l’esatta struttura logica e geometrica della sua percezione ottica.

Impressionisti come Claude Monet hanno rappresentato lo stesso soggetto naturalistico in modo opposto, concentrandosi esclusivamente sul cambiamento della luce, sui riflessi e sull’istante effimero. I pittori accademici e neoclassici, per esempio Nicolas Poussin, rappresentavano il paesaggio non come pura natura fine a sé stessa ma come sfondo per scene ispirate ad un testo letterario, a eventi storici o al mito classico.

Nacque in Francia, il padre era un ricco banchiere con il quale visse un rapporto conflittuale. Decise di dedicarsi interamente alla pittura, ossessionato in un certo periodo proprio dallo studio di questa montagna. Partecipò alle prime mostre degli Impressionisti a Parigi, per poi intraprendere un percorso in autonomia.

Il suo obiettivo culturale era: «Fare dell’impressionismo qualcosa di solido e duraturo, come l’arte dei musei». Fu amico dello scrittore Émile Zola, lavorò a stretto contatto con Camille Pissarro, e fu stimato da Claude Monet e Pierre-Auguste Renoir. 

Il quadro presenta, sulla destra, un elemento tecnologico: il viadotto ferroviario della linea Aix-Marseille, che testimonia l’espansione industriale e dei trasporti dell’Ottocento. Fu un periodo caratterizzato da grandi trasformazioni, dalla diffusione del positivismo e dalla nascita della società di massa. 

Nel mondo dell’arte, l’impiego frequente della fotografia superò il primato della pittura basata sulla semplice riproduzione della realtà, spingendo gli artisti a cercare nuove forme di espressione.

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