{"id":541,"date":"2026-06-06T09:36:36","date_gmt":"2026-06-06T07:36:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liceobisceglie.edu.it\/giornalino\/?p=541"},"modified":"2026-06-06T09:49:45","modified_gmt":"2026-06-06T07:49:45","slug":"limpensabile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liceobisceglie.edu.it\/giornalino\/2026\/06\/06\/limpensabile\/","title":{"rendered":"L&#8217;impensabile"},"content":{"rendered":"\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-1\"><em>Pubblichiamo il racconto di\u00a0<strong>Ilaria Todisco<\/strong>\u00a0della classe 2BL indirizzo Liceo Linguistico premiato al concorso letterario nazionale dell\u2019Accademia degli Oscuri a Torrita di Siena sul tema \u201cl\u2019Altro\u201d.<\/em><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un sorso di caff\u00e8, digita al computer e si ferma a rileggere. E cos\u00ec va avanti un intero pomeriggio, con questa successione di azioni che potrebbero migliorarle la giornata, ma non fanno altro che devastarla e consumarla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dov&#8217;\u00e8 finita la vecchia Clelia, sicura che da grande sarebbe riuscita a cambiare il mondo? Eccola l\u00ec, seduta, concentrata sul suo lavoro al computer, in quello studio. Lo odia pi\u00f9 di qualsiasi altra cosa. Uno spazio cos\u00ec piccolo non fa altro che soffocarla, ma lei sembra non preoccuparsene e continua a bere, digitare e rileggere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;orologio segna le 18:00. I suoi occhi non reggono pi\u00f9 le troppe ore trascorse davanti al computer, ma nonostante questo, \u00e8 ostinata ad andare avanti col suo lavoro. Sembra che per lei si tratti di una questione di vita o di morte, anche se la morte \u00e8 l&#8217;evento che sembra pi\u00f9 vicina a lei in questo momento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Che fine hanno fatto i ricci ambrati, quegli occhi verdi che brillavano alla luce e che sembravano urlare al mondo: \u00abClelia \u00e8 qui!\u00bb, quelle labbra rosate che mostravano un sorriso lucente? Che fine ha fatto quella Clelia? Al suo posto ora c&#8217;\u00e8 un fuoco spento, quegli occhi ora sono coperti da un paio di occhiali dalla montatura fine accompagnati da occhiaie violacee per lo stress, quelle labbra rosate sono l&#8217;unico tratto invariato, ma da tempo non mostrano pi\u00f9 quel sorriso capace di accogliere tutti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel mentre si sono fatte le 18:30, e il silenzio con cui stava lavorando \u00e8 stato interrotto da un rumore continuo, proveniente dalla casa dei vicini. Sar\u00e0 loro figlio: spesso si allena col pallone da calcio per diventare un calciatore. Anche Clelia aveva un sogno, ma lo ha perso. Il rumore le fa venire il mal di testa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 proprio in quel momento di distrazione che realizza che i vicini sono in vacanza per una settimana. Quel rumore non \u00e8 dovuto a un bambino che si sta allenando per realizzare il suo sogno. Allora che sar\u00e0 mai? Si alza con uno scatto dalla sedia, esce fuori al terrazzo e sente che il rumore proviene dal muro che separa il suo terrazzo a quello dei vicini. \u00c8 in quel momento che il rumore cessa. Silenzio. Clelia rimane l\u00ec bloccata in pantofole. Rifletti Clelia, rifletti. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo momento di riflessione dura poco, in realt\u00e0 il tempo non sembra pi\u00f9 avere un trascorso lineare, vede cadere qualcosa nella sua direzione ed \u00e8 in quel momento che si ritrova di fronte un pallone da calcio, lanciato proprio dalla direzione dell&#8217;altro terrazzo. D&#8217;istinto Clelia rientra, prende il cellulare e compone il numero della polizia. Nel momento in cui sta per avviare la chiamata una voce nella sua testa dice di non farlo. Si blocca ed esita. Lascia il telefono e torna a lavorare in silenzio. Sono le 20:00: Clelia spegne il computer e si sente strana. Prova un senso di vuoto, una specie di senso di colpa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allora le viene un&#8217;idea. Prende una sedia, esce fuori e si affaccia oltre il muro per vedere chi ci fosse. Nessuno. Allora ha un&#8217;altra idea. Prende un foglio e con un pennarello nero scrive: \u00ab<em>Chiunque tu sia fatti avanti, e affronta la situazione da persona matura<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non sembra credibile nemmeno a lei. Lo accartoccia, ne prende un altro e scrive: \u00ab<em>Chiamer\u00f2 la polizia se rimani ancora l\u00ec\u00bb<\/em>. Lo accartoccia di nuovo. Ne prende un altro, un altro ancora, ma niente. Alla fine scrive solamente \u00ab<em>Chi sei?<\/em>\u00bb. Attacca il foglio al pallone con lo scotch e lo lancia dall&#8217;altra parte del muro. Attende. Basta. Rientra, mette il pigiama, cena e va a letto. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sveglia suona alle 7:00. La notte sembra trascorrere sempre meno. Una volta alzata, si reca in cucina dove si prepara il suo primo caff\u00e8 della giornata. \u00c8 allora che lo nota: il pallone \u00e8 di nuovo l\u00ec come se una volta arrivato sul suo terrazzo non fosse mai stato lanciato indietro. Lascia tutto e corre fuori. Non sembra ci sia nulla di diverso rispetto alla sera prima sennonch\u00e9 il biglietto ha una calligrafia diversa. \u00ab<em>Andrea<\/em>\u00bb \u00e8 la risposta. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si prepara per uscire e andare in ufficio. La mattinata procede come al solito: lavoro, lavoro e ancora lavoro da fare. Per Clelia la quotidianit\u00e0 \u00e8 questa. Ma <em>Quella <\/em>Clelia non riuscirebbe ad accettarlo. La maggior parte delle volte preferisce dedicarsi pienamente al lavoro. Non ha tempo da perdere con i colleghi, li trova irritanti, tranne uno: Marco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Marco \u00e8 quel tipo di persona insopportabile, inadatto nei momenti in cui avresti bisogno di stare da solo, ma al contempo necessaria per non impazzire. Con lui Clelia ritrova un po&#8217; quella che ne \u00e8 stata di lei un tempo. A un certo punto i suoi occhi tornano a brillare, ma dura poco, come uno spettacolo disponibile a pochi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eccola l\u00ec di nuovo nella sua casa. Il suo primo pensiero: il pallone nel terrazzo. Prende un foglio di carta pronta a scrivere, ma si blocca. E se ci fosse qualcuno pronto a farle del male? Scrive lo stesso: \u00ab<em>Perch\u00e9 sei in una casa che non \u00e8 la tua?<\/em>\u00bb. Prende la palla e la lancia. Rientra e attende. \u00c8 ritornata. Lui \u00e8 l\u00ec adesso. Esce e legge\u2026nulla. Il foglio \u00e8 vuoto. Ci riprova: \u00ab<em>Rispondi<\/em>\u00bb. Lancia. Arriva. \u00ab<em>Come ti chiami?<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E adesso, cosa pu\u00f2 fare. Esita, ma poi \u00ab<em>Clelia<\/em>\u00bb. Perch\u00e9 lo ha fatto? Non lo sa neanche lei. \u00ab<em>\u00c8 bello il cielo oggi non credi?<\/em>\u00bb. Ma che domanda le fa? \u00ab<em>\u00c8 come sempre<\/em>\u00bb. \u00ab<em>\u00c8 qui che ti sbagli. Il cielo ogni giorno \u00e8 sempre diverso. Domani non troverai mai la stessa nuvola che hai visto adesso e oggi non vedrai le sfumature che hai visto ieri<\/em>\u00bb. Alza gli occhi al cielo e ha ragione. Non ci aveva mai fatto caso. O forse lo crede.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Guarda il telefono e sono le 16:00. Doveva aver gi\u00e0 iniziato a lavorare. Non scrive pi\u00f9 niente, lascia il pallone e torna a lavorare.<br>Beve il caff\u00e8, digita, rilegge e pensa a cosa poter scrivere ad Andrea. Ora \u00e8 lui il suo pensiero fisso. Ha paura, ma la curiosit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 forte di lei. Di Quella Clelia qualcosa \u00e8 rimasto allora. Sono le 18:00 e lei continua a lavorare, ma prima decide di prendere un foglio: \u00abQuanti anni hai?\u00bb. Non poteva inventarsi di meglio. Lanciato il pallone torna a lavorare fino alle 20:00. \u00c8 stanca, glielo si legge in faccia, ma non si abbatte. Si affaccia per vedere ed ecco l\u00ec il pallone. Esce, lo prende e legge: \u00ab<em>24. Tu? P.S. Lo so che non si dovrebbe chiedere l&#8217;et\u00e0 a una donna, ma sono curioso<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab<em>26<\/em>\u00bb. Perch\u00e9 lo sta facendo. \u00ab<em>Sono il pi\u00f9 piccolo allora. Che strano sono sempre stato abituato ad essere il pi\u00f9 grande, mai il pi\u00f9 piccolo<\/em>\u00bb. \u00ab<em>Allora?<\/em>\u00bb scrive solamente Clelia. Lo lancia e dopo poco eccolo di nuovo nelle sue mani. \u00ab<em>Nella mia famiglia ero il pi\u00f9 grande di tre fratelli. Sono sempre cresciuto con il pensiero costante di dover essere il pi\u00f9 responsabile, l&#8217;esempio, quello che non poteva permettersi errori o fallire. \u00c8 stata dura fin dall&#8217;infanzia<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Clelia ora \u00e8 scioccata. Legge e rilegge quelle parole. Allora scrive. \u00ab<em>Io sono cresciuta senza sapere che compito avessi: se dovessi essere la grande o la piccola. Non ho n\u00e9 fratelli n\u00e9 sorelle. Eravamo solo io e mia madre contro il mondo<\/em>\u00bb. Clelia ha gli occhi lucidi. Non riesce a dimenticare, anche se \u00e8 l&#8217;unica cosa che vorrebbe. Continua a non capire chi sia Andrea, perch\u00e9 continuano a conoscersi in questo modo, perch\u00e9 gli stia dando tutte queste informazioni. Lancia lo stesso. \u00ab<em>Tua madre \u00e8 sicuramente una donna molto forte<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 l\u00ec che Clelia non resiste pi\u00f9 e inizia a piangere. Chi l&#8217;avrebbe mai detto che si sarebbe ritrovata a piangere sul suo terrazzo per un biglietto di uno sconosciuto. \u00c8 in questo momento che si domanda perch\u00e9 Andrea non gli parli, sentendo il suo pianto. Si avvicina al muro e dice quasi in un sussurro: \u00ab<em>Andrea se sei l\u00ec, ti prego, dimmi qualcosa<\/em>\u00bb. Non arriva risposta. Ci riprova un po&#8217; pi\u00f9 forte temendo che non l&#8217;abbia sentita: \u00ab<em>Andrea, rispondi<\/em>\u00bb. Ma niente. Ora Clelia \u00e8 arrabbiata. Prende quella stupida palla e la lancia con tutta la sua forza dall&#8217;altra parte. Rimane l\u00ec in ginocchio ai piedi del muro a piangere. Lei non piange spesso. Dopo quella volta promise di non farlo pi\u00f9. \u00c8 allora che qualcosa la colpisce sulla testa: la palla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab<em>Oh Clelia, non sai quanto vorrei consolarti in questo momento, ma non mi \u00e8 possibile. Il tuo dolore mi distrugge<\/em>\u00bb. Allora lui \u00e8 l\u00ec. La sta ascoltando in silenzio. Perch\u00e9 lo fa? Perch\u00e9 non le potrebbe semplicemente parlare? Cosa gli impedisce di farlo? Allora scrive l&#8217;unica cosa che gli viene in mente: \u00ab<em>Perch\u00e9?<\/em>\u00bb. Lancia. Arriva un biglietto vuoto. Non ne pu\u00f2 pi\u00f9, si alza tira il pallone dall&#8217;altra parte e torna dentro casa. Si mette nel letto e cerca di dormire e dimenticare tutto quello che \u00e8 successo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Clelia non parla mai di sua madre. Perch\u00e9 con lui lo ha fatto? Non capisce, non capisce che le prende. Era successo anni prima. Si trovavano in ospedale. L&#8217;ultima cosa che la mente di Clelia ricorda \u00e8 lo sguardo assente di sua madre. Con lei \u00e8 morta anche ci\u00f2 che lei \u00e8 stata. Dopo quella sera il pallone \u00e8 arrivato un&#8217;ultima volta con scritto: \u00ab<em>Mettere l&#8217;altro nel cuore<\/em>\u00bb. Lei non ha risposto e lo ha lanciato dall&#8217;altra parte. Non importava pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I vicini sono tornati. Clelia continua a bere, digitare e rileggere, ma ora quando sente il bambino giocare con la palla sente un vuoto dentro di lei. Passano le settimane, poi i mesi, addirittura un anno e poi un altro ancora, ma qualcosa \u00e8 cambiato. Ora Clelia e Marco stanno insieme e a maggio si sposano. Ha trovato un nuovo lavoro. I suoi occhi sono tornati a brillare. Tra preparativi vari il matrimonio arriva e dopo 9 mesi anche Luca, loro figlio. La nascita di Luca \u00e8 stata una rinascita anche per lei. Lui ha gli occhi di sua madre, non spenti come ricorda, ma pieni di vita nuova. Quella casa, un tempo piccola, ora \u00e8 il suo mondo. Un giorno mentre Luca sta giocando fuori, rientra all&#8217;improvviso:<br>\u00ab<em>Mamma guarda qua: \u00e8 un pallone!<\/em>\u00bb.<br>\u00ab<em>Dove lo hai trovato?<\/em>\u00bb.<br>\u00ab<em>Lo ha lanciato il vicino da quella parte oltre il muro. C&#8217;\u00e8 un biglietto<\/em>\u00bb.<br>\u00ab<em>Guarda il cielo. Ogni giorno \u00e8 sempre diverso. Domani non troverai mai la stessa nuvola che hai visto adesso e oggi non vedrai le sfumature che hai visto ieri. Ti auguro il meglio. Andrea<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre legge, a Clelia quasi scappa una lacrima e invece ride.<br>\u00ab<em>Perch\u00e9 ridi mamma<\/em>?\u00bb.<br>Beve un sorso di caff\u00e8, gioca con Luca, bacia Marco e pensa che il cielo oggi sia stupendo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"956\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.liceobisceglie.edu.it\/giornalino\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/WhatsApp-Image-2026-06-05-at-08.33.50-1-956x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-545\" srcset=\"https:\/\/www.liceobisceglie.edu.it\/giornalino\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/WhatsApp-Image-2026-06-05-at-08.33.50-1-956x1024.jpeg 956w, https:\/\/www.liceobisceglie.edu.it\/giornalino\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/WhatsApp-Image-2026-06-05-at-08.33.50-1-280x300.jpeg 280w, https:\/\/www.liceobisceglie.edu.it\/giornalino\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/WhatsApp-Image-2026-06-05-at-08.33.50-1-768x822.jpeg 768w, https:\/\/www.liceobisceglie.edu.it\/giornalino\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/WhatsApp-Image-2026-06-05-at-08.33.50-1.jpeg 1212w\" sizes=\"auto, (max-width: 956px) 100vw, 956px\" \/><\/figure>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo il racconto di\u00a0Ilaria Todisco\u00a0della classe 2BL indirizzo Liceo Linguistico premiato al concorso letterario nazionale dell\u2019Accademia degli Oscuri a Torrita di Siena sul tema \u201cl\u2019Altro\u201d. 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