{"id":521,"date":"2026-06-02T20:49:15","date_gmt":"2026-06-02T18:49:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liceobisceglie.edu.it\/giornalino\/?p=521"},"modified":"2026-06-02T20:49:15","modified_gmt":"2026-06-02T18:49:15","slug":"maschere-borghesi-munch-alienazione-digitale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liceobisceglie.edu.it\/giornalino\/2026\/06\/02\/maschere-borghesi-munch-alienazione-digitale\/","title":{"rendered":"Dalle maschere borghesi di Munch all&#8217;alienazione digitale"},"content":{"rendered":"\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><em>di Antonio Bombini di 5D indirizzo Liceo Scientifico Scienze Applicate<\/em><\/h4>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-1\"><em>L\u2019ESTETICA DELL\u2019APPARENZA<\/em><\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A cavallo tra Ottocento e Novecento, l\u2019ascesa incontrastata della borghesia impone il conformismo come norma sociale, trasformando la vita quotidiana in una recita collettiva rigidamente codificata. Nessuno ha saputo dipingere questa morte interiore con la stessa forza tragica di <strong>Edvard Munch<\/strong> che, nel capolavoro <em>Sera nel corso Karl Johann (1892)<\/em>, trasfigura una normale e borghese passeggiata cittadina in una claustrofobica processione di spettri dagli occhi sbarrati. Si tratta dell\u2019inizio di una crisi d\u2019identit\u00e0 profonda che arriva fino ai giorni nostri. Le \u201cmaschere\u201d in cilindro e cappellino, infatti, non sono affatto scomparse: si sono soltanto trasferite dalle strade delle citt\u00e0 ottocentesche alle interfacce dei nostri social network.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"622\" height=\"432\" src=\"https:\/\/www.liceobisceglie.edu.it\/giornalino\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Immagine2.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-525\" srcset=\"https:\/\/www.liceobisceglie.edu.it\/giornalino\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Immagine2.png 622w, https:\/\/www.liceobisceglie.edu.it\/giornalino\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Immagine2-300x208.png 300w, https:\/\/www.liceobisceglie.edu.it\/giornalino\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Immagine2-432x300.png 432w\" sizes=\"auto, (max-width: 622px) 100vw, 622px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Edvard Munch,<em> Sera nel corso Karl Johann, <\/em>1892. Olio su tela non preparata, 84,5*121 cm.<br>Bergen, Kunstmussene, Collezione Rasmus Meyers.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-2\"><em>SOTTO LA SUPERFICIE DEL PROGRESSO POSITIVISTA: LA \u201cPAURA DI VIVERE\u201d<\/em><\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La critica radicale di <strong>Munch<\/strong> affonda le sue radici nel contrasto insanabile tra i suoi traumi personali e l\u2019ipocrisia della media borghesia di Christiania (l\u2019odierna Oslo).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nato in Norvegia nel 1863 l\u2019artista vive un\u2019infanzia segnata dalle morti premature della madre\u00a0e della sorella maggiore, eventi che mineranno per sempre la sua stabilit\u00e0 psichica e lo\u00a0 spingeranno a rifiutare la carriera da ingegnere voluta dal padre per abbracciare la pittura come urgenza esistenziale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo vissuto tormentato si scontra con il contesto storico della Seconda Rivoluzione Industriale. \u00c8 l\u2019epoca del Positivismo, della cieca fiducia nella scienza e del trionfo economico della borghesia. Questa filosofia si riflette persino nell\u2019architettura delle citt\u00e0: l\u2019Europa \u00e8 scossa dai grandi piani di rinnovamento urbanistico, inaugurati a Parigi dalle monumentali trasformazioni del Barone Haussmann. Gli sventramenti dei vecchi quartieri medievali e l\u2019apertura dei grandiosi boulevards non rispondono solo a esigenze igieniche e di ordine pubblico, ma nascono per celebrare la grandezza della borghesia, creando ampi viali rettilinei per il rito del passeggio e l\u2019esibizione del benessere. Munch, influenzato dal Simbolismo e dalla nascente filosofia esistenzialista, sceglie di ritrarre proprio la via principale della sua citt\u00e0 per rilevare il vuoto morale e la <em>paura di vivere<\/em> (sezione del <em>Fregio della vita<\/em> in cui confluir\u00e0 l\u2019opera) nascosti dietro la monumentale e fiera facciata del progresso borghese.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-3\"><em>L\u2019ESPRESSIONISMO TRAGICO DI MUNCH: CARATTERISTICHE E INNOVAZIONI TECNICHE DELLA TELA<\/em><\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da un punto di vista strettamente tecnico,<em> Sera nel corso Karl Johann <\/em>\u00e8 un olio su tela non preparata di dimensioni 84,5*121 cm, dipinto nel 1892 e oggi custodito presso il <strong>Kunstmuseene di Bergen<\/strong>. Munch opera una vera e propria rivoluzione stilistica rifiutando le regole accademiche del \u201cbel dipinto\u201d per far emergere la propria angoscia interiore. La scelta di dipingere su una tela priva di preparazione fa s\u00ec che il colore venga assorbito direttamente dalle fibre del tessuto, risultando opaco, arido, privo di spinte vitali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La composizione dello spazio \u00e8 strutturata su una forte disarmonia geometrica. Sulla sinistra si stagliano gli edifici della via, la cui prospettiva sbilenca e accelerata genera un punto di fuga che sfugge rapidamente verso il fondo. Questa linea instabile si contrappone alla sagoma cupa e squadrata del Parlamento sulla destra. In primissimo piano si impone una massa compatta di passanti che avanza frontalmente, quasi a voler travolgere lo spettatore, generando un\u2019atmosfera fortemente claustrofobica. Dal punto di vista cromatico, Munch utilizza pennellate lunghe e sinuose stendendo colori cupi e fangosi, come il viola della strada, chiaro rimando al lutto, interrotti bruscamente dal giallo acido e malaticcio che brilla dalle finestre del Parlamento. I personaggi perdono ogni fisionomia reale: gli occhi sbarrati dal terrore e la carnagione livida trasformano i loro volti in maschere cadaveriche, simili a teschi privi di anima.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-4\"><em>IL NETTO RIFIUTO DELL\u2019IMPRESSIONISMO E IL LEGAME CON I MAESTRI DEL TORMENTO<\/em><\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per cogliere la portata rivoluzionaria di questo linguaggio \u00e8 fondamentale il confronto con l\u2019Impressionismo. Per i pittori come <strong>Claude Monet<\/strong>, la strada cittadina e il boulevard parigino erano i luoghi della luce, del dinamismo, della celebrazione della vita moderna. Nelle tele di <strong>Monet <\/strong>come <em>Boulevard des Capucines<\/em>, la folla \u00e8 catturata attraverso piccoli tocchi di colore puro che restituiscono l\u2019impressione ottica, festosa e vibrante di un attimo fuggente. Munch compie il percorso opposto: rifiuta la fedelt\u00e0 alla retina e la pittura <em>en plein air<\/em> per proiettare sulla tela la propria interiorit\u00e0, trasformando la strada in un incubo ad occhi aperti che fa da apripista all\u2019Espressionismo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo territorio di transizione e rottura, emergono profonde analogie e differenze con Vincent Van Gogh. Entrambi condividono l\u2019urgenza di usare il colore non in modo scientifico o naturalistico, ma come veicolo emotivo: le pennellate ondulate, pastose e cariche di tensione psichica di Van Gogh trovano un eco diretto nelle opere espressioniste di Munch. Tuttavia, nei dipinti di Van Gogh non troviamo ancora la critica sociale tipica, invece delle tele di Munch.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro esempio dell\u2019Espressionismo europeo \u00e8 espresso, inoltre dal belga <strong>James Ensor.<\/strong> Nello stesso periodo, Ensor popola le sue tele di maschere carnevalesche grottesche, scheletri e caricature feroci. Ma mentre in Ensor la maschera borghese assume tratti di una satira stridente e ironica, in\u00a0 Munch la maschera si spoglia di ogni sarcasmo per farsi pura tragedia esistenziale, espressione visiva di un\u2019angoscia universale.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-5\"><em>IL TEATRO DELLE FINZIONI: LA SOCIET\u00c0 BORGHESE AGLI OCCHI DI MUNCH E PIRANDELLO<\/em><\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019interpretazione critica dell\u2019opera trova un perfetto parallelismo letterario nella riflessione di <strong>Luigi Pirandello<\/strong> sulla frantumazione dell\u2019Io e sulla finzione sociale. Per la filosofia pirandelliana, la \u201cVita\u201d \u00e8 un flusso continuo, caotico che viene continuamente represso dalla societ\u00e0. Per poter convivere e integrarsi, l\u2019essere umano \u00e8 costretto a bloccarsi in una \u201cForma\u201d, un ruolo sociale, una convenzione che non \u00e8 altro che una maschera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I borghesi che sfilano compatti nel corso Karl Johann sono l\u2019esatta personificazione dei personaggi pirandelliani: credono di vivere e di celebrare il loro status, ma stanno semplicemente recitando una parte in un teatro vuoto. Hanno accettato la forma a costo della propria morte interiore. In questa tragica processione, l\u2019elemento chiave diventa l\u2019ombra scura sulla destra, la figura solitaria che cammina di spalle in direzione opposta rispetto alla massa. In chiave pirandelliana, quell\u2019ombra rappresenta l\u2019artista, o il filosofo, <em>il forestiere della vita<\/em>: colui che \u201cha capito il giuoco\u201d, che ha strappato la propria maschera. Camminando controcorrente \u00e8 l\u2019unico a preservare l\u2019autenticit\u00e0 e la verit\u00e0 della propria esistenza.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-6\"><em>LA PIAZZA VIRTUALE: IL RIFLESSO DELLE MASCHERE DI IERI NELL\u2019ALIENAZIONE DIGITALE DI OGGI<\/em><\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il passaggio dai boulevards ottocenteschi alle \u201cpiazze virtuali\u201d dei social network non ha spezzato il meccanismo delle maschere sociali, ma lo ha esteso a tutti. I cilindri e i cappellini si sono evoluti negli schermi dei nostri smartphone e nei profili di Instagram e TikTok. L\u2019importanza dell\u2019esteriorit\u00e0 borghese si \u00e8 tradotta nella ossessiva \u201cperformance visiva\u201d contemporanea: costruiamo identit\u00e0 artificiali occultando sistematicamente le nostre fragilit\u00e0 per rincorrere l\u2019approvazione altrui. Ci muoviamo in un \u201cpasseggio digitale\u201d che ricalca fedelmente il dipinto di Munch: come i passanti di corso Karl Johann, l\u2019uomo di oggi vive una profonda solitudine interiore all\u2019interno di una massa iper-connessa ma incapace di comunicare in modo autentico.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-7\"><em>CONCLUSIONI SULLA RISCOPERTA DELLA NOSTRA UMANIT\u00c0<\/em><\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In conclusione, <em>Sera nel corso Karl Johann<\/em> si rivela una vera e propria profezia della condizione umana moderna. Catturando l\u2019essenza della crisi d\u2019identit\u00e0 occidentale, Munch ci ricorda che quando il conformismo o il conteggio dei \u201cmi piace\u201d diventano l\u2019unico metro di misura dell\u2019esistenza, l\u2019umanit\u00e0 si spegne, lasciando il posto a spettri senza volto. La vera sfida della nostra generazione rimane la stessa codificata da Munch e Pirandello: trovare il coraggio di essere quella figura isolata sul lato destro della via. Solo rigettando l\u2019obbligo della maschere e accettando il rischio della vulnerabilit\u00e0, l\u2019individuo pu\u00f2 riscoprire la propria autenticit\u00e0 e rompere il muro apparente di solitudine che lo separa dagli altri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Antonio Bombini di 5D indirizzo Liceo Scientifico Scienze Applicate L\u2019ESTETICA DELL\u2019APPARENZA A cavallo tra Ottocento e Novecento, l\u2019ascesa incontrastata della borghesia impone il conformismo come norma sociale, trasformando la vita quotidiana in una recita collettiva rigidamente codificata. 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