{"id":474,"date":"2026-02-12T09:54:44","date_gmt":"2026-02-12T08:54:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liceobisceglie.edu.it\/giornalino\/?p=474"},"modified":"2026-02-12T09:54:44","modified_gmt":"2026-02-12T08:54:44","slug":"aborto-liberta-donna-riflessione-partire-sibilla-aleramo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liceobisceglie.edu.it\/giornalino\/2026\/02\/12\/aborto-liberta-donna-riflessione-partire-sibilla-aleramo\/","title":{"rendered":"Aborto, una libert\u00e0 della donna? Una riflessione a partire da &#8220;Una donna&#8221; di Sibilla Aleramo"},"content":{"rendered":"\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><em>di Iris Tamborero di 5A, indirizzo Liceo Scientifico<\/em><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019adolescenza di <strong>Sibilla Aleramo<\/strong> (Rina Faccio) felice e spensierata viene brutalmente interrotta da una violenza sessuale che porter\u00e0 ad un triste matrimonio riparatore col proprio aggressore (un dipendente di suo padre) da cui nascer\u00e0 un figlio. Questa esperien\ufe0eza traumatica e il successivo rifiuto e abbandono del ruolo tradiz\ufe0eionale di moglie e madre saranno centrali nella sua vita e nelle sue opere. Si impegn\ufe0eer\u00e0 attivamente nel movimento femminista, lottando per l&#8217;emancipaz\ufe0eione delle donne e il diritto di voto.<br>Quello che viene considerato il suo capolavoro, <em><strong>Una donna<\/strong><\/em>, \u00e9 in realt\u00e0 un romanzo fortemente autobiografico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La narrazione del romanzo s&#8217;interrompe nel momento del distacco dalla \u201cprima esistenza\u201d della protagonista, vale a dire la scelta, molto dibattuta, di abbandonare tutto il suo passato, la sua famiglia e i suoi doveri per partire e ritrovare se stessa. Ma come giustificare una tale scelta? Come aveva potuto questo libro avere successo in quella societ\u00e0 allora ancora tanto conservatrice?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel racconto, in un primo momento, la protagonista dubita della sua idea di partire, infatti ad un certo punto vi rinuncia, ma questo le dar\u00e0 un tale rimpianto da convincere lei e il lettore della giustezza della sua scelta finale: <a>\u00ab<\/a><em>Dacch\u00e9 serrandomi al petto il figliuolo, avevo rinunciato ai miei progetti di libert\u00e0 io mi disprezzavo per la mia debolezza e soffrivo senza utilit\u00e0 ne per me ne per mio figlio<\/em><a>\u00bb (cap. 18)<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dedicarsi al figlio, sacrificando il proprio destino: ecco la scelta delle madri di allora ed ecco quella che anche lei prover\u00e0 ad adottare; ma questa decisione la tormenta, sensi di colpa e di tristezza rendono la sua vita e quella di suo figlio una sofferenza inutile e vana, e ci\u00f2 la porter\u00e0 a seguire il suo vero istinto, ad affermare la sua essenza, la sua individualit\u00e0, a realizzarsi come donna e non come madre. <a>\u00ab<\/a><em>Perch\u00e9 nella maternit\u00e0 adoriamo il sacrificio? Donde \u00e8 scesa a noi questa inumana idea dell&#8217;immolazione materna? Di madre in figlia, da secoli, si tramanda il servaggio. \u00c8 una mostruosa catena<\/em><a>\u00bb<\/a> (pag. 144).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c9 questo il vero grido femminista dell\u2019opera e tutto il valore e l\u2019originalit\u00e0 di <strong><em>Una donna<\/em><\/strong>. Come commenter\u00e0 con entusiasmo il critico <strong>Gargiulo <\/strong>sul quotidiano <a>\u00ab<\/a>Il giorno<a>\u00bb<\/a> del 1906, <em><a>\u00ab<\/a>Poteva vantarsi di aver fatto a vantaggio del suo sesso pi\u00f9 di quanto avevan fatto e andavano facendo tutte le femministe del mondo prese insieme<a>\u00bb<\/a>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Aleramo <\/strong>in quell\u2019opera aveva infatti umanizzato la lotta femminista, non aveva trattato di ideali politici e formali, ma aveva denunciato la condizione della donna raccontando un&#8217;esperienza vissuta all\u2019interno della coscienza della vittima e della sua vita quotidiana. Si era fatta portavoce di tutte le donne del tempo (simbolico \u00e8 infatti l\u2019anonimato della protagonista e il titolo generico \u201c<em>una donna<\/em>\u201d), facendo in modo che qualsiasi donna vi si potesse riconoscere per intraprendere lo stesso cammino di liberazione. Aveva messo in gioco la sua stessa dignit\u00e0 individuale, (poich\u00e9 il suo pseudonimo era ben noto a molti amici) mettendosi a nudo per sensibilizzare gli animi dei lettori (e non solo la loro ragione, come facevano invece le femministe allora) alla vita e percezione della donna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come viene evidenziato nella brillante prefazione di <strong>Emilio Cecchi<\/strong> del 1950, <a>\u00ab<\/a><em>Con l\u2019Aleramo non si trattava pi\u00f9 di un\u2019autrice, d\u2019un artista soltanto: si trattava anche d\u2019una rivendicatrice della parit\u00e0 femminile, d\u2019una ribelle<\/em><a>\u00bb.<\/a> <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Sibilla <\/strong>infatti, pur volendo vivere del suo lavoro, non svilupp\u00f2 il successo di \u201cuna donna\u201d scrivendo altre opere di narrativa-polemica, bens\u00ec lo sfrutt\u00f2 per portare all\u2019attenzione dei lettori i propri doni lirici: opere come \u201csi alla terra\u201d, \u201camo dunque sono\u201d, sono due esempi della sua grande sensibilit\u00e0 artistica e del suo valore come scrittrice padroneggiante un ampio ventaglio di stili. Il suo intento non era dunque di guadagnare dal suo immediato successo, bens\u00ec di affermarsi e dar prova delle sue capacit\u00e0 mostrando i diversi lati del suo talento. Questo rifiuto di fare eco a se stessa, resta una chiara prova della sua seriet\u00e0 e sincerit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 interessante infine approfondire come la protagonista abbia vissuto l\u2019inizio della maternit\u00e0. Dopo l\u2019aggressione ella avr\u00e0 bisogno di tempo, per via della sua giovane e innocente et\u00e0, per realizzare la gravit\u00e0 del danno subito, anche se guarder\u00e0 sempre suo figlio con dolcezza e amore. Ma nel manoscritto dell\u2019opera possiamo leggere un\u2019altra riflessione, assente nella versione oggi diffusa al grande pubblico, dove il suo bambino viene effettivamente identificato come frutto di violenza:<em> <a>\u00ab<\/a>E quella bambina che ero stata [\u2026] era adesso li, accanto al debole frutto compassionevole di una sopraffazione, di un sacrificio<a>\u00bb<\/a>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella societ\u00e0 del tempo una donna incinta non aveva altra scelta che di portare a termine la gravidanza, soprattutto se questa era frutto del matrimonio, e quindi <strong>Sibilla <\/strong>non far\u00e0 mai nemmeno lontanamente allusione a una volont\u00e0 di abortire. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Attualizzando la faccenda per\u00f2, questa opzione va presa in considerazione: qualche anno fa gli Stati Uniti erano gi\u00e0 molto animati dal dibattito sulla questione, molti sostenevano fermamente l\u2019assoluta immoralit\u00e0 dell\u2019aborto. Ma una donna che ha subito violenza e ne \u00e8 rimasta incinta (e teniamo bene a mente il preoccupantissimo tasso di violenze sessuali negli USA) pu\u00f2 essere costretta a portare a termine questa indesiderata gravidanza? Pu\u00f2 essere costretta a mandare all\u2019aria tutti i suoi precedenti piani di vita per crescere (o almeno far nascere) un figlio che non ha voluto, e che le ricorder\u00e0 ogni giorno la violenza subita? Pu\u00f2 essere costretta a portare avanti una gravidanza che lascer\u00e0 tracce indelebili sul suo corpo, sulla sua mente e sulla sua vita solo perch\u00e9 una legge glielo impone? <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo \u00e8 importante ricordare la clamorosa reazione da parte della Francia e la revoca della sentenza Roe v. Wade e poi il voto storico del Parlamento francese, riunitosi a Versailles il 4 marzo 2024, che ha sancito (con 780 voti a favore e solo 72 contrari) l\u2019inserimento esplicito della \u201c<em>libert\u00e0 garantita<\/em>\u201d alla donna di interrompere volontariamente la gravidanza nella propria Costituzione (articolo 34) ottenendo il primato mondiale per questa garanzia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Iris Tamborero di 5A, indirizzo Liceo Scientifico L\u2019adolescenza di Sibilla Aleramo (Rina Faccio) felice e spensierata viene brutalmente interrotta da una violenza sessuale che porter\u00e0 ad un triste matrimonio riparatore col proprio aggressore (un dipendente di suo padre) da cui nascer\u00e0 un figlio. 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