di Mauro Catanzaro di 4AL Indirizzo Liceo Linguistico
Nell’ambito della collaborazione mattutina del Liceo “Da Vinci” di Bisceglie con la trasmissione Caffellatte di Telesveva, in diretta la mattina alle 7.45 sul sito e sulla pagina Facebook (clicca qui), vi presento la parola Discriminazione.
Il termine Discriminazione deriva dal latino discriminatio, che significa “separazione” o “distinzione”. In sé, il termine può essere neutro (come nel “discriminare tra due opzioni”), ma nel linguaggio comune assume spesso una connotazione negativa.
Tipi comuni di discriminazione:
• Razziale: basata sull’etnia o il colore della pelle.
• Di genere: contro donne, uomini o persone non binarie.
• Religiosa: verso persone di una determinata fede.
• Sessuale: contro persone LGBTQ+.
• Occupazionale: nel lavoro, per età, disabilità o maternità.
In classe abbiamo riflettuto sul fatto che non siamo tutti uguali: ognuno di noi ha bisogni, caratteristiche e situazioni diverse. Partendo da questa consapevolezza, abbiamo capito che ‘discriminare’, inteso non come atto negativo, ma come il saper riconoscere le differenze, può aiutarci a capire chi ha bisogno di più supporto. Solo così possiamo costruire una società più equa, dove a ciascuno venga dato ciò di cui ha realmente bisogno per avere le stesse opportunità degli altri. In questo modo, la differenza non divide, ma diventa un ponte verso la vera uguaglianza.”
• Uguaglianza: trattare tutti allo stesso modo.
• Equità: dare a ciascuno ciò di cui ha bisogno per essere alla pari.
